È andata via la luce, ma dove?

L’elettricità è una proprietà fondamentale della materia, attraverso varie tappe l’uomo ha esplorato questa forma di energia e ha potuto sfruttarla.
STORIA
ANTICHITÀ
I primi studi dei fenomeni risalgono al filosofo greco Talete, che studiò le proprietà elettriche dell’ambra, la resina fossile che se viene sfregata attrae altri pezzetti di materia. I greci antichi compresero che l’ambra era in grado di attrarre oggetti leggeri e che un ripetuto strofinio dell’ambra stessa poteva addirittura dare origine a scintille.
In Medio Oriente sono stati ritrovati vasetti babilonesi di terracotta risalenti al 250 a.C. che contenevano forse le prime rudimentali pile, usate per far depositare strati di metallo sugli oggetti.
ETÀ MODERNA
Le osservazioni del fenomeno ripresero durante la seconda metà del XVI secolo: il fisico italiano Girolamo Cardano si occupò di elettricità distinguendo, per la prima volta, la forza elettrica da quella magnetica.
Galileo Galilei pensava che vi fosse coinvolto il movimento dell’aria per il riscaldamento dovuto allo strofinamento.
L’interesse per il fenomeno dell’elettricità si diffuse anche come curiosità e gioco.
In seguito Alessandro Volta si occupò dell’elettricità statica ipotizzando che l’elettricità derivasse dal contatto con due metalli diversi: sulla base di questa idea nel 1799 Volta inventò la pila. La pila di Volta fu il primo generatore statico di energia elettrica.
ETÀ CONTEMPORANEA
Hans Christian Ørsted osservò nel 1820 la relazione tra corrente elettrica e fenomeni magnetici, sviluppando la teoria elettromagnetica. I suoi studi furono proseguiti da André-Marie Ampère che enunciò le leggi dell’elettromagnetismo, nell’opera pubblicata nel 1826.
Nel 1859 Antonio Pacinotti inventò l’anello di Pacinotti, in grado di trasformare l’energia meccanica in energia elettrica continua. Nel 1869 Zénobe Theophilé Gramme dimostrò che la dinamo poteva anche lavorare al contrario come motore elettrico e sfruttò commercialmente la sua invenzione, basata sull’anello di Pacinotti.
Negli anni 1860 si utilizzò la corrente elettrica per la lavorazione del rame.
nel 1873 James Clerk Maxwell pubblicò la propria teoria sulla natura unitaria della luce e dei campi elettromagnetici e nel 1888 Heinrich Rudolf Hertz scoprì le onde elettromagnetiche e le loro possibilità di trasmissione attraverso il vuoto. Negli anni 1870 videro la luce alcune delle invenzioni più importanti del XIX secolo: il telefono di Antonio Meucci, il fonografo (1877) di Thomas Alva Edison e la lampadina a incandescenza, che lo stesso Edison migliorò.
Negli anni 1880 si costruirono le prime centrali elettriche. Nel luglio del 1892, dalla centrale idroelettrica situata nel “Santuario di Ercole Vincitore” a Tivoli, si sperimentò per la prima volta nel mondo la trasmissione a distanza di corrente elettrica alternata che fu inviata a Roma.
Nikola Tesla realizzò nel 1893 la prima trasmissione a distanza tramite le onde radio e nel 1901 Guglielmo Marconi la prima trasmissione del telegrafo senza fili attraverso l’Atlantico. Da tali principi avrà origine la radio (prime trasmissioni regolari nel 1922).

One thought on “È andata via la luce, ma dove?

  1. la cosa drammatica del progresso è che siamo talmente legati alle forme energetiche che una tempesta solare intensa mettendo ko molte linee elettriche e sistemi di comunicazione, manderebbe in tilt il mondo intero…

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