Bonnie & Clyde, la vera storia della leggendaria coppia di criminali innamorati

Bonnie Parker nacque nel 1910 in Texas, seconda di tre figli. È stata descritta come una ragazza attraente, bionda e con gli occhi azzurri, di bassa statura. Era molto intelligente e di spiccata personalità, amava la poesia ed era solita raccogliere versi in un quaderno che teneva sempre con sé.

Dopo la morte del padre si trasferì con la madre a Dallas dove svolgeva il lavoro di cameriera. Nonostante le condizioni economiche precarie decise di iscriversi al liceo che però abbandonò poco dopo. Si sposò a 16 anni con Roy Thorton, un criminale locale che viveva di piccoli furti. Il matrimonio durò qualche anno, seguì poi soltanto la separazione consensuale; quando venne uccisa, infatti, portava ancora la fede nuziale. In seguito alla separazione, Bonnie soffrì molto la monotonia della piccola città, la routine e la mancanza di qualcuno o qualcosa che la facesse divertire.

Clyde Barrow nacque nel 1909 anche lui in Texas, quinto di otto figli di una famiglia di agricoltori. Iniziò presto a commettere piccoli reati, il primo per non aver restituito una macchina a noleggio. Venne poi incriminato insieme al fratello di un furto di tacchini e poi si specializzò in scippi, furti di automobili e rapine in negozi.
L’incontro tra i due giovani avvenne grazie ad un’amica in comune: la donna aveva un braccio rotto, Bonnie la stava aiutando a preparare della cioccolata calda quando Clyde entrò in casa.

Fu un innamoramento a prima vista. Dal quel giorno, Clyde non riuscì a fare più a meno degli occhi di Bonnie, tanto da soprannominarla “Blue eyed baby”, bambolina dagli occhi blu.
Iniziarono a frequentarsi ma la coppia si unì davvero quando lei lo aiutò ad evadere dal carcere in cui era stato rinchiuso per aver commesso un furto con scasso.

Dopo quell’evasione iniziò la serie di colpi e rapine che in qualche modo andavano a rafforzare il legame tra Bonnie e Clyde.
Divennero ricercati dopo essere evasi tutti e due di prigione: lei per essere stata complice nel furto di un’auto e lui per un omicidio:
Clyde fu accusato di essere il responsabile dell’omicidio di John Bucher, un negoziante, dopo essere stato riconosciuto dalla moglie in una foto segnaletica.
Clyde sostenne sempre di essere innocente, di non essere stato lui ad esplodere il colpo fatale. Conoscendo di persona la signora Bucher fu infatti costretto a rimanere nell’auto che avrebbe poi allontanato i rapinatori. Nonostante la sua difesa, venne condannato all’ergastolo.

Tra il carcere a vita e la fuga, scelse la seconda e Bonnie non esitò a seguire Clyde nella fuga dalla polizia.
I due divennero dei veri latitanti: non rimanevano mai per più di qualche giorno nella stessa città, rubavano auto alle quali cambiavano la targa per non essere riconosciuti e formarono una vera e propria banda, costituita da rapinatori locali.
Spesso la polizia arrivò molto vicina ad arrestarli:
una volta individuarono l’appartamento in cui i due alloggiavano e fu organizzata una squadra speciale: la coppia riuscì comunque a lasciare l’abitazione poco prima dell’arrivo della polizia. In casa furono trovate armi, un quaderno di poesie e un rotolo di pellicola fotografica non sviluppata.
Le foto vennero pubblicate sui giornali e la coppia incrementò la sua celebrità.

I due giovani rischiarono spesso di essere catturati e, durante una fuga, l’automobile guidata da Clyde finì in un burrone ed esplose (probabilmente a causa del carico di proiettili nel bagagliaio). A causa di questo incidente il criminale perse l’uso della gamba destra.
Siamo nel 1934 quando l’FBI decise di istituire una squadra speciale per la cattura dei due criminali.
L’occasione si presentò grazie alla soffiata di uno della banda di cui Bonnie e Clyde facevano parte: Henry Methvin.

Il 23 maggio del 1934, nascosti lungo una piccola strada della Louisiana, Henry Methvin e i poliziotti attesero la macchina di Bonnie e Clyde. Come esca il padre di Henry aveva accostato il suo furgone lungo la strada e quando Clyde, che aveva riconosciuto il mezzo, rallentò per vedere cosa fosse successo i poliziotti aprirono il fuoco. Bonnie e Clyde rimasero uccisi: lei aveva 23 anni, lui 25. All’interno dell’auto vennero ritrovate quindici targhe di immatricolazione, numerosi fucili automatici e semiautomatici, pistole e oltre tremila cartucce.

Bonnie e Clyde furono seppelliti entrambi a Dallas, ma in due cimiteri diversi a causa delle controversie delle rispettive famiglie.
Sulla tomba di Bonnie è stata incisa una poesia firmata da lei stessa:
“Come i fiori sono resi più profumati
dalla luce del sole e la rugiada
così questo vecchio mondo è più splendente
Grazie all’esistenza di persone come te”

Ciò che li rendeva rinomati non erano le rapine infallibili, molte delle quali si rivelarono false e architettate dai giornali e dalla polizia, ma il loro amarsi in ogni circostanza, al riparo in un rifugio o nel bel mezzo di una sparatoria. L’automobile crivellata di colpi, una Ford, è oggi esposta al Whiskey Pete Casino.

One thought on “Bonnie & Clyde, la vera storia della leggendaria coppia di criminali innamorati

  1. grazie mille SimoneC per questa storia che fa rivivere le imprese di questi eroi del crimine come avviene nei romanzi noir o nei film polizieschi
    sembra di leggere le imprese di Diabolik ed Eva Kant – o degli eroi disneyani Fantomius e Dolly Paprika (che antecedettero le gesta di Paperinik)
    grazie ancora
    cordialità

    Juan

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