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La leggenda di Toro Seduto

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“Quando avranno inquinato l’ultimo fiume, abbattuto l’ultimo albero, preso l’ultimo bisonte, pescato l’ultimo pesce, solo allora si accorgeranno di non poter mangiare il denaro accumulato nelle loro banche” .

Sitting Bull (in inglese), tradotto in italiano Toro Seduto (in lakota, lingua originale, il suo nome è Ta-Tanka I-Yotank o Tʿatʿaŋka Iyotake o Tȟatȟaŋka Iyotȟaŋka) nasce nel 1831 sul Gran River con il nome di Tasso Saltante: prenderà in seguito dal padre il nome di Toro Seduto.

Sitting Bull, ovvero intelligenza, fermezza di carattere e perspicacia. Come oratore aveva una grande forza di persuasione. Capo e uomo sacro per gli Hunkpapa Lakota, sotto la sua guida si radunarono tutti i Sioux nella disperata lotta per la sopravvivenza nelle pianure settentrionali.

Andò in battaglia per la prima volta a soli 14 anni e incrociò i soldati americani solo nel 1863 quando l’esercito avviò una dura ed estesa rappresaglia contro i Santee Sioux che si erano ribellati nel Minnesota.

Nel 1867 fu eletto capo dell’intera nazione; nel 1876 dopo essersi rifiutato di condurre il suo popolo in una riserva, si alleò con Cheyenne e Arapaho e guidò la vittoria su G.A. Custer a Little Big Horn.

Si rifugiò con la sua tribù in Canada nel 1877 e quattro anni più tardi si arrese. Nel 1885 entrò a far parte del circo di Buffalo Bill. Al suo ritorno a Standing Rock, però, viene eseguito il suo arresto, da parte dalle autorità dell’Agenzia Indiana preoccupate per una sua possibile fuga: negli scontri che seguirono, venne assassinato insieme con suo figlio Piede di Corvo.

E’ il 15 dicembre 1890: Toro Seduto viene sepolto a Fort Yates: nel 1953, tuttavia, la sua salma sarà riesumata e spostata a Mobridge, località in cui il capo indiano ha passato gli anni della sua gioventù

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