Il meraviglioso incontro di Steven Spielberg con Federico Fellini

La mia prima visita a Roma fu nel 1971 ed ero quasi all’inizio della mia carriera. Stavo promuovendo un film che feci per la tv americana che in Europa uscì nei cinema, intitolato “Duel”.
Non avevo mai lasciato gli Stati Uniti a quell’epoca e Roma fu il mio primo paese che visitai al di fuori degli Stati Uniti. Non avevo mai viaggiato così tanto in vita mia.
Alloggiavo all’hotel Hassler e mi addormentai verso le 14 probabilmente per il Jet lag. Ricordo che squillò il telefono vicino al mio letto; risposi e la Receptionist mi disse:

“C’è un visitatore importante per lei in reception”

Così scesi dal letto, mi vestii, scesi le scale e in piedi nella Reception c’era Federico Fellini.
Quando il direttore dell’albergo mi vide, mi indicò il maestro; Fellini sembrava piuttosto sorpreso perché all’epoca avevo un aspetto molto più giovane di quanto non fossi, però aveva visto “Duel” a una proiezione la sera prima. Era venuto all’Hassler per dirmi quanto gli fosse piaciuto.
Io ero li in piedi nella Reception con Fellini davanti a me e pensavo: “Ma questo è dovuto al Jet lag, al fuso orario?! Sto ancora dormendo, sto ancora sognando?!

No, ero veramente nella Reception e davanti a me in piedi c’era davvero uno dei più grandi registi della storia del cinema.
Allora Fellini si avvicinò a me, questo regista americano totalmente sconosciuto, e mi portò a fare una passeggiata per Roma. Vidi Roma attraverso gli occhi di Fellini e non me lo dimenticherò mai.
Poi alla fine della giornata mi riaccompagnò in albergo e sapendo che io stavo per incontrare la stampa per le numerose interviste riguardo a Duel, mi diede qualche consiglio, e mi disse:

“Non devi mai dare la stessa risposta alla stessa domanda che ti rivolgeranno continuamente, altrimenti diventerai matto.
E’ sempre importante intrattenere il pubblico, ma è ancora più importante intrattenere se stessi.”

Io credo che Fellini mi stesse dicendo che per conquistare il pubblico, bisogna prima di tutto essere il pubblico.
Quel suo consiglio non l’ho mai dimenticato e molti dei miei film hanno preso questo consiglio alla lettera.
Per ricordarmi di questo episodio, ho ancora questa fotografia con il maestro insieme a me, scattata quel giorno a Roma.
E’ appesa sulla parete del mio ufficio… è appesa nel mio ufficio da 45 anni.

Steven Spielberg.

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