La storia segreta dell’infiltrato Joe Pistone alias Donnie Brasco

Lo sbirro italo-americano più “tosto” della storia del novecento è di origini siciliane. Questa è la storia del più grande di tutti. Non è finzione, non è un libro e non è un film, anche se poi Hollywood non se l’è fatta scappare naturalmente.

Joseph Dominick Pistone a sentire il Federal Bureau of Investigation (F.B.I), è stato il numero uno, in quanto a operatività, in una delle situazioni più pericolose che l’ente federale abbia mai messo in campo.

Ci sono tantissimi documentari che raccontano la vita e le imprese di Pistone alias Donnie Brasco con le esclusive testimonianze proprio del protagonista, ancora oggi nascosto sotto falsa identità in località segreta.

Sulla sua testa, la “famiglia” Bonanno unitamente alla Commissione di Cosa Nostra americana, ha spiccato un taglia di 500 mila dollari.

Questo ragazzo, nato in Pennsylvania nel 1939, è colui che sotto copertura (con non pochi rischi) è riuscito a sgominare gran parte degli uomini d’onore di una delle più potenti cosche di New York.

Alla fine dei sei anni, “Sun-Apple” (nome in codice dell’operazione), grazie a Donnie è riuscita ad ottenere uno strepitoso risultato: oltre duecento i rinvii a giudizio e un centinaio i “mammasantissima” finiti dietro le sbarre.

Al buon agente era stato assegnato tutt’altro caso, i continui rapimenti di Camion con annesso carico. La sparizioni di 5 o 6 mezzi pesanti al giorno era diventata, per gli organi di polizia, un vero e proprio incubo e così spedirono a metà degli anni Settanta Joe (in borghese) ad infiltrarsi per capire chi ci fosse dietro a questi “curiosi” crimini.

Pistone, dopo 7 mesi di studi intensi sui gioielli, con tanto di occhiali da sole, giacchetto di pelle e zampa di elefante si inventa il personaggio Donnie Brasco; giovane esperto di rapine di diamanti e preziosi.

L’operazione, partita in sordina, doveva durare meno di un anno e invece, grazie al suo fluente siciliano, riesce a farsi strada in uno dei clan più potenti della Grande Mela, ma anche a Miami, Milwaukee e Los Angeles. Si fa stimare dai soldati e soprattutto dai vertici dei Bonanno e Colombo, all’epoca, due delle cinque famiglie più influenti della East Coast.

Dal 1976, anno in cui entra sotto mentite spoglie, al 1981, (tanto è durata la permanenza dell’eclettico Pistone all’interno dell’intrigata matassa) si verificano numerose scoperte. Un lungo periodo in cui riesce a conquistarsi la fiducia – tra gli altri – di Sonny Black Napolitano (un fedelissimo capitano della famiglia) e soprattutto del suo mentore, Benjamin “Lefty” Ruggiero, uno spietato killer, il quale naturalmente non immagina la vera identità di Brasco.

Il finto piccolo furfante parla siciliano, si muove da siciliano e pensa da siciliano. Questo – e non solo – sembra convincere gli uomini d’onore d’oltreoceano e, da semplice agente alla ricerca dei mandanti ed esecutori delle ruberie sugli automezzi, si trasforma, in maniera coraggiosa e sagace, a membro effettivo di Cosa Nostra, sotto l’ala protettiva di “Sonny” e “Lefty”.

I superiori di Pistone tremano ogni giorno, per lui è un rischio enorme e il timore che venga scoperto mette a dura prova l’emotività di tutti. Per immergersi nel ruolo, Joseph, lascia moglie e figli per sei lunghi anni, fin quando, l’FBI, preoccupata per la sua sorte, decide finalmente di porre fine al calvario.

A Donnie Brasco, ormai divenuto “soldato” della mafia viene ordinato di uccidere un affiliato di rango dell’opposta famiglia, un certo Bruno Indelicato. E’ impossibile andare avanti. Rifiutarsi significa morire, fare ciò che gli è stato ordinato equivale a macchiarsi di un reato troppo grande. E dunque è giunto il momento di chiudere la faccenda.

Il comando lo richiama e – nell’immediato – grazie alle infinite informazioni da lui raccolte sotto copertura, l’Fbi agisce in maniera massiccia su gran parte della piovra dei Bonanno, decapitando quasi tutto il vertice. Mai, prima di allora, qualcuno era riuscito ad infiltrarsi così in profondità nel delicato, inquietante e misterioso contesto di una delle più sanguinarie organizzazioni malavitose del mondo moderno.

Poco dopo Napolitano fu assassinato per aver permesso a un agente dell’FBI di infiltrarsi nella famiglia; gli spararono, e poi gli mozzarono le mani per fargli pagare lo sgarro. Ruggiero rischiò a sua volta di essere ucciso, ma fu all’istante arrestato dall’FBI per prevenirne la morte.

Il boss dei Bonanno Joe Massino è stato condannato nel 2004 per aver ordinato l’omicidio di Napolitano, fatto uccidere per aver permesso a Pistone l’ingresso nella famiglia.

Pistone raccontò dettagliatamente la sua esperienza come agente infiltrato nel suo libro del 1987 Donnie Brasco: My Undercover Life in Mafia. Questo libro fu alla base del film del 1997 Donnie Brasco di Mike Newell, con Johnny Depp nel ruolo di Pistone e Al Pacino in quello di Ruggiero. Pistone rivisitò la sua esperienza come Donnie Brasco nel suo libro The Way of the Wiseguy (2004) e Donnie Brasco: Unfinished Business (2007).

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