La storia di Andrew Cunanan, l’assassino di Gianni Versace

Andrew nasce a National City nella contea di San Diego in California il 31 agosto del 1969. E’ il più giovane di 4 figli e la mamma, Mary Ann Schillaci, ha origini italiane, mentre il padre è Filippino. Nonostante il comportamento aggressivo nei confronti di alcuni studenti e una omosessualità talvolta provocatoria, Andrew ottiene sempre ottimi voti a scuola, prediligendo le materie classiche.

Si diploma nel 1987 e nello stesso anno si qualifica, dimostrando grandi qualità intellettive, in storia degli Stati Uniti d’America all’Università di San Diego; tuttavia non si laureerà mai, né presterà mai servizio militare. Non avrà neppure un lavoro stabile. All’età di 18 anni, sospettato di illeciti fiscali, raggiunge il padre, che aveva abbandonato moglie e figli per tornare nella sua terra di origine (le Filippine). Tuttavia Andrew, spaesato dallo stile di vita misero e totalmente differente dalle sue abitudini, torna ben presto a San Francisco, in California. Nello stesso anno, la madre apprende che Cunanan è gay. Durante una discussione che ne segue, lui la sbatte contro un muro, provocandole la dislocazione di una spalla.

Facendosi mantenere dai suoi amici (in cambio di prestazioni sessuali), vive a livelli sostenutissimi, guida macchine di lusso e si spaccia per figlio di famiglia benestante. Grazie alla sua notevole bellezza, accompagnata da una cospicua intelligenza, non viene considerato un volgare prostituto, bensì un “accompagnatore”, che incomincia relazioni estremamente proficue con gli esponenti (segretamente omosessuali e in genere persino sposati) della comunità degli affari.

E’ il 1997 quando, per ragioni ancora sconosciute, Andrew si trasforma in un assassino seriale e, in soli 3 mesi, uccide 5 persone, tra cui lo stilista Gianni Versace.

Il primo omicidio avviene verso la fine di aprile, ai danni del suo ex amante Jeffrey Trail, 28 anni (massacrato a colpi di martello sul cranio). Il 3 maggio, invece, fredda con una calibro .40 l’architetto David Madson (33 anni). Spostatosi da Minneapolis (teatro dei primi due omicidi) a Chicago, tortura fino a uccidere il settantacinquenne Lee Miglin, costruttore edile. Giorni dopo, per rubare una macchina, uccide William Reese, guardiano di un cimitero militare di Pennsville: sarà il pick up rosso di Reese a portare Andrew Cunanan in Florida.

Per oltre due mesi, grazie alle sue doti di trasformista, fa compiere giri a vuoto alla polizia degli Stati Uniti, che tenta invano di arrestarlo. Il 15 luglio è a Miami, dove, con un colpo di pistola, uccide ancora: questa volta la vittima è lo stilista Gianni Versace, freddato in pieno giorno davanti alla porta della sua residenza.

Molte furono le teorie che motivarono quella pazzia omicida: una possibile dipendenza da cocaina ed eroina, l’invidia nei confronti di Versace (icona gay) o ancora, una ipotetica sieropositività all’HIV (le analisi durante l’autopsia hanno dato esito negativo).

Andrew diventa in brevissimo tempo il fuggitivo numero 449 più pericoloso degli Stati Uniti e termina la sua vita a Miami il 23 luglio del 1997.

Si trovava all’interno di un’imbarcazione, proprietà di un truffatore, quando il custode sentì dei rumori provenire dal natante. Venne allertata la polizia, l’FBI, la guardia nazionale e i vigili del fuoco che, giunti sul posto, lanciarono dei lacrimogeni per far uscire Cunanan, ma invano. Decisero quindi di fare irruzione, ma trovarono il corpo esanime di Andrew. Si era sparato alla testa con una calibro .40.

Le ceneri di Cunanan sono interrate nel Mausoleo di Holy Cross Catholic Cemetery di San Diego, California.

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