Centralia, un incendio che dura da 50 anni

Il 14 febbraio del 1981 a Centralia (Pennsylvania, USA), accadde un terribile incidente, Todd Dombowsky, sprofondò in una buca apertasi sotto i suoi piedi, cadde a circa 3 metri di profondità e sotto di lui si aprì un cratere bollente di circa 10 metri. Il ragazzo si salvò, le sue urla furono sentite da un ragazzo che passava di li e che avvertì subito i soccorsi. Poche ore dopo la temperatura nella zona dove Dombowsky cadde fu misurata e risulto essere circa 300 °C.
Centralia è un comune degli Stati Uniti d’America, si trova nello stato della Pennsylvania. La città fu costruita alla fine del 1700 sopra un enorme giacimento di antracite, questo carbone fossile puro al 95% venne estratto fino alla fine del diciannovesimo secolo.
A causa dell’estrema durezza dell’antracite in passato non era affatto facile l’estrazione, i costi erano molti alti e più la vena principale si assottigliava più i costi per l’estrazione lievitavano.
Si decise così di bloccare i lavori per l’estrazione.
Nel 1962 la miniera era chiusa e veniva usata come discarica per i rifiuti. Nessuno si rendeva conto però, che sotto il sottosuolo esistevano ancora molte vene sotterranee pieni di antracite.
Centralia, contava 250 case e 2.000 abitanti, una mattina d’estate del 1962, qualcuno distrattamente lanciò un mozzicone e degli stracci nella discarica. I rifiuti cominciarono a bruciare, il fuoco arrivò fino alle vene sotterranee carica di antracite che s’incendiarono immediatamente.
Il fuoco nei rifiuti si spense velocemente, il poco fumo e le fiamme ormai spente non preoccuparono più di tanto la popolazione. Ma nel sottosuolo di Centralia, quaranta milioni di antracite ribollivano.
Dopo qualche giorno cominciarono a seccare e morire piante ed alberi, l’aria divento quasi irrespirabile a causa del monossido di carbonio, nelle strade cominciarono ad aprirsi grosse voragini e la terra cominciava a ribollire.

Gli abitanti di Centralia, abbandonarono le loro abitazioni terrorizzati. Un mostro invisibile stava distruggendo le loro case ad una ad una, la collina si spaccò in diversi punti.
Cercarono in tutti i modi di estinguere l’immenso incendio sotterraneo, ma tutti i tentativi risultarono vani. In poco tempo la forza nascosta sottoterra cominciò a manifestarsi anche all’esterno. L’aria era irrespirabile, immense nuvole di cenere si erano alzate in cielo, l’asfalto cominciò a squagliarsi e le voragini lungo le strade si facevano sempre più grandi.
Negli anni successivi Centralia, diventò una vera e propria città fantasma, tutti i cittadini vennero evacuati e molte case rimaste ancora in piede abbattute.
Oggi per arrivare a Centralia, bisogna utilizzare la superstrada 61 che dopo due borghi chiamati Locusta e Montagna mistica finisce di colpo, di li in poi comincia a vedersi l’asfalto crepato, grandi fenditure buie che fumigano e un forte odore di zolfo. Se si cammina a piedi per le strade, il forte calore riesce a trapassare le suole delle scarpe.
Tutto è distrutto, sembra ci sia stata una guerra terrificante o un terremoto devastante, il bosco è diventato completamente nero, e non si ode mai un cinguettio di un uccellino.
Prima di entrare a Centralia, ci sono due cartelli, uno con scritto “Welcome to Centralia” e l’altro con scritto “Pericolo, gas velenosi”.
Le stradine sembrano identiche a quelle di “Silent Hill”, infatti l’atmosfera del videogioco e del film sono state tratte proprio dalle sensazioni che si provano all’arrivo in questo paese da incubo.
Attualmente l’incendio nel sottosuolo è ancora attivo e si calcola che lo sarà ancora per centinaia di anni.

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