Leonardo Di Caprio e il suo inizio di carriera

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Un giovane Leonardo Di Caprio

“Io non so davvero dove possa aver trovato il coraggio… ero immerso in un ambiente dove ero influenzato da persone che ti dicevano di fare un mucchio di soldi e di battere il ferro finchè era caldo. Ma se c’è una cosa di cui sono veramente orgoglioso, è che sono sempre stato un ragazzo che ha saputo giocarsi bene le proprie carte.

Per il provino in cui dovevo interpretare l’autistico Arnie , il fratello minore del personaggio interpretato da Johnny Depp, mi fu data una videocassetta che riprendeva la vita di alcuni ragazzi con la stessa disabilità. L’ho guardata per tre giorni di fila, tutto il giorno, ogni giorno.

Una volta ottenuta la parte, nonostante le iniziali perplessità del regista Lasse Hallstrom sul fatto che fossi troppo “attraente”, trascorsi una settimana ad Austin in un centro per bambini con disturbi simili a quelli del mio personaggio.

Ho notato centinaia di cose e le ho fatte mie, così sono tornato da Lasse con una lista di attributi per il mio personaggio. Uno di questi era un gesto abitudinario con le dita che Hallstrom decise doveva far parte di Arnie; lui mi ha solo detto: ‘Ok ragazzo, fallo!’

Mi ricordo tanti momenti trascorsi su quel set come se fosse ieri, soprattutto lavorare con gente come De Niro (voglia di ricominciare) e Depp a quell’età. E ‘stato come vincere alla lotteria.

Ricordo in particolare la prima telefonata che mio padre mi fece durante le riprese di “Voglia di ricominciare” e mi disse: “Leo com’è andata? De niro che tipo è?”.

Mio padre era un grande stimatore di De Niro, era il suo attore preferito. Gli risposi: “Papà fino a qualche mese fa andavamo al cinema insieme a vedere i suoi film e oggi mi ritrovo a recitare e scherzare con lui. Se è un sogno, non svegliarmi”.

Leonardo Di Caprio

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