Il Pifferaio Magico: il Macabro Mistero Medievale dietro una Fiaba per Bambini

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Il “pifferaio magico” (o meglio “il pifferaio di Hamelin“) è una delle fiabe classiche più conosciute in tutto il mondo. Nonostante la sua grandissima diffusione sono in pochi ad aver approfondito la genesi di questa favola, probabilmente proprio per l’abitudine di considerarla innocua e priva di ogni riferimento alla realtà. La storia per bambini più recente (versione del 1857) ci racconta di un pifferaio che, giunto nella città di Hamelin, la liberò dalla piaga dei ratti con la promessa di una lauta ricompensa.

Quando la città fu liberata, gli abitanti si rifiutarono di pagare il pifferaio, che portò via tutti i bambini del paese, accompagnandoli in un luogo di gioia.

La versione originale della fiaba del 1812 non prevedeva il lieto fine, e i bambini venivano portati in una caverna nella quale venivano chiusi per sempre. Solo un bambino, zoppo, riusciva a salvarsi dal rapimento, perché non in grado di tenere il passo degli altri.

Vari fatti

I fatti accaduti ad Hamelin il 26 giugno del 1284 sono la base per le classiche fiabe dei Fratelli Grimm descritte sopra, che sono tutt’altro frutto della semplice fantasia. L’iscrizione affissa nel muro di una casa della città di Hamelin, risalente al 1600 circa, recita:Anno 1284, nel giorno di San Giovanni e Paolo, il 26 giugno – un pifferaio con abiti variopinti adescò 130 bambini nati ad Hameln che furono persi al calvario del Koppen.

La targa racconta un fatto di cronaca che deve aver scosso la popolazione in modo devastante, la perdita di 130 figli della città a causa di un “pifferaio” che li portò a morire nel calvario del Koppen, sacrificati per una ragione sconosciuta. Particolarmente interessante notare come sia usato il termine “calvario” che sottintende sì al sacrificio ma anche alla sofferenza del percorso che ivi conduce.

La rilevanza e veridicità dell’episodio ci viene non tanto dall’iscrizione, realizzata oltre 300 anni più tardi, ma dalla vetrata di una chiesa, ubicata nella piazza del mercato, nella quale si nota la scena del pifferaio che spinge i bambini all’interno della montagna.

Terzo e ultimo riferimento all’episodio ancora presente nella città è il divieto assoluto di suonare musica nella via “Senzatamburi“, dove anche i cortei in festa che vi arrivano cessano immediatamente ogni suono.

Ma cosa è successo ai bambini di Hamelin?

Sono state fatte numerose ipotesi per spiegare l’episodio, da un’epidemia di peste sino a una migrazione di massa, ma sono poche quelle con un fondamento storiografico logico.Quale sia stato il destino dei 130 bambini di Hamelin risulta ancor oggi un mistero e, se non verranno trovati reperti archeologici come ad esempio le ossa dei bambini, è destinato a rimanere un segreto custodito dalle montagne tedesche.

Un commento

  1. Credevo che la storia del pifferaio fosse un’opera creata per condannare in modo simbolico i mercanti di illusioni. Invece trattasi di un fatto reale! Non sapevo di questa faccenda dei 130 bambini, ammazza però; in quegli anni era facilissimo far sparire TANTE persone senza che nessuno poi fosse in grado di indagare! Creare storie e leggende in merito è il minimo sindacabile!

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