La nascita del fantacalcio

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Il tutto ebbe inizio in un bar del centro di Milano, dove Riccardo Albini (giornalista e papà del fantacalcio) trascorreva gran parte del suo tempo, verso la fine degli anni ’80. Ed è proprio lì, su uno di quei tavolini, che è nato uno dei giochi più belli degli ultimi tempi.

L’obiettivo? Permettere alla gente comune di essere l’allenatore di una squadra.


Il Fantacalcio nasce nel giugno 1988, alla vigilia dei campionati Europei, basato su una struttura di regole studiate per diversi anni e in gran parte mutuate dai fantasy game statunitensi. Riccardo Albini dirigeva una rivista chiamata “Videogiochi” e si recava in America un paio di volte l’anno per lavoro. Un giorno la sua attenzione cadde in un manuale chiamato Fantasy Football. In parole spicciole un fantacalcio legato al football americano con valutazioni dei singoli atleti in base alle statistiche elaborate al termine di ogni gara.

Portare questa innovazione legata al calcio in Italia poteva essere un qualcosa di interessante. E così è stato.

Con lui, su quei tavoli del bar “Goccia d’oro” c’erano sette amici, con cui iniziò il primo fantacalcio. Dopo due anni, il “boom”: dal bar milanese a un successo pazzesco. Ci fu la grandiosa idea di pubblicare un libro dove venivano spiegate le regole del gioco. Lo stesso Albini, in un’intervista al Fatto Quotidiano, ha dichiarato: “Era il 1990. Vennero stampate 10mila copie e ne vendemmo un quarto. A livello editoriale fu un bagno di sangue ma i numeri parlano chiaro: quell’anno circa 15mila persone divennero fantallenatori”.

Da lì in poi fu un continuo successo.

Un commento

  1. Avevo tanti amici maschi alle scuole superiori e mi sentivo esclusa perché giocavano a Fantacalcio tra di loro e non mi consideravano, ma era un gioco da ragazzi, le femmine erano escluse a priori. Non che mi piacesse o seguissi il calcio, mi dava solo fastidio essere messa in disparte… 😉

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